ADOLESCENTI E ORIENTAMENTO ALLA SCUOLA MEDIA SUPERIORE


Mi trovo spesso a parlare con i genitori e gli adolescenti rispetto al “dilemma”: la scelta della scuola media superiore”, soprattutto in caso di ragazzi con DSA, Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Quest’ultimi, infatti, spesso vengono indirizzati verso Istituto professionali/tecnici, con la possibilità di “mettere in campo” abilità non prettamente e soltanto teoriche, semplicemente per la presenza del DSA. Come per altre problematiche, anche in tal caso vi sono molte sfumature e caratteristiche diverse, dunque non è corretto consigliare a tutti gli studenti con DSA la stessa “tipologia” di scuola, piuttosto sarebbe opportuno considerare attitudini, motivazioni, stili di apprendimento, stili decisionali e progettuali, atteggiamenti e molte altre dimensioni ai fini orientativi.

La scelta della scuola è forse una delle più importanti che un ragazzo si trova ad affrontare e, spesso, la decisione avviene con poca consapevolezza, scarsa azione di orientamento da parte delle scuole stesse. Si tratta di un momento delicato ed importante per i ragazzi, che cominciano a progettare attivamente il proprio futuro e numerose sono le domande ed i dubbi al riguardo. I genitori, in particolare, si trovano in difficoltà rispetto alla misura in cui intervenire e quanto “influenzare” la scelta dei propri figli.

I ragazzi che si trovano a frequentare il terzo anno della scuola media inferiore, nel pieno della fase adolescenziale, vivono un periodo del proprio ciclo di vita complesso e costituito da cambiamenti molteplici e continui a più livelli: cognitivo, fisiologico, emotivo, socio-relazionale, dove c’è in ballo molto per ciò che concerne la propria identità (Erikson, 1968), il senso di indipendenza/dipendenza dalla propria famiglia ed il gruppo dei pari diventa altrettanto importante quanto il nucleo famigliare.

Molti ragazzi tendono a scegliere la scuola sulla base di criteri superficiali e senza una prospettiva ad ampio raggio e a lungo termine, ad esempio sulla base della vicinanza o lontananza dal luogo di abitazione oppure sul fatto che ci sia o meno il compagno di banco della scuola media, oppure ancora perché “è più di tendenza” e se ne sente parlare maggiormente.

Di fatto, un supporto mirato in termini di orientamento nelle scuole, potrebbe aiutare i ragazzi in questa scelta importante e contrastare fenomeni di dispersione scolastica, abbandono o ripetute esperienze di bocciature che minano l’autostima, il senso di autoefficacia e di successo formativo/scolastico.

L’orientamento costituisce oggi per l’individuo un’opportunità per costruirsi il proprio futuro, ma è anche per le istituzioni un impegno irrinunciabile e una responsabilità. A tal proposito, le scuole svolgono un ruolo importante dal momento che esse contribuiscono al processo di socializzazione dell’individuo e, insieme alle famiglie, intervengono a livello di orientamento con azioni rivolte ai giovani e, soprattutto, sono l’ambiente di apprendimento nel quale occorre prevenire e contrastare il disagio giovanile. Le Linee guida per l’orientamento del MIUR prevedono diverse azioni per sostenere gli studenti nella realizzazione di progetti formativi e/o professionali, si tratta di un nuovo modello di orientamento formativo capace di garantire il sostegno a tutti i momenti di scelta e transizione della persona, lungo tutto il corso della vita, e promuovere occupabilità, inclusione sociale e crescita.

 

Un buon orientamento dovrebbe sicuramente considerare i segnali di cambiamento e innovazione che investono il mondo della scuola, dell’università, del lavoro e dell’economia e, soprattutto, mettere al corrente gli adolescenti non soltanto degli elementi costitutivi dei vari indirizzi delle scuole ma anche le prospettive che si aprono al termine del percorso scolastico, in termini concreti di possibilità di confronto e di lavoro con la società della quale fa parte il giovane studente. Appare sempre più evidente che non è più sufficiente nella scuola insegnare particolari conoscenze e skills, ma è importante fondare un apprendimento che consenta al giovane di muoversi e navigare in un contesto assai mobile ed incerto.

 

Riferimenti

Erikson, E. H. (1968). Identity: youth and crisis. New York: Norton, tr. Gioventù e crisi di identità. Roma: Armando, 1974.

ISFOL (2006). A scuola mi oriento, a cura Grimaldi, Barruffi e Porcelli, ISFOL Editore.

MIUR NOTA 19.02.2014, PROT. N. 4232 Linee Guida Nazionali per l’Orientamento Permanente.

https://www.aiditalia.org/it/news-ed-eventi/news/scelta-scuole-superiori

http://www.istruzione.it/orientamento/

Condividi su:

Lascia un commento