CERCO/OFFRO LAVORO NELL’ERA DEL WEB 2.0: LA RIVOLUZIONE DEL SOCIAL RECRUITING


Una volta era la candidatura inviata a mezzo posta, magari con raccomandata con ricevuta di ritorno, un plico pesante perché conteneva le copie dei documenti e certificati vari che attestavano la veridicità di quanto scritto sul nostro curriculum.

Si rispondeva ad annunci pubblicati sulle rubriche tematiche dei giornali, o sugli inserti speciali, ad esempio Lavoro di Repubblica, o Job24 del Sole 24Ore.

Poi venne l’era di Internet e degli annunci on line, dell’e-recruitment; si passa dunque dalla carta stampata all’etere, il web 1.0, in cui prioritario diventa lo scambio di documenti. Prendono piede i Career Sites come Monster, JobRapido, Infojobs, e così via… tutti siti dedicati all’incontro on line tra domanda e offerta di lavoro, il cui principale vantaggio è di sveltire le pratiche di reclutamento, creando la possibilità di inviare e ricevere in poco tempo gran quantità di cv in formato digitale, tra l’altro rivolgendosi ad una platea più ampia e bypassando tutti i limiti della pubblicazione sul giornale.

Non solo i siti dedicati, anche le aziende reclutano direttamente on line, utilizzando spesso la sezione specifica “Lavora con noi”, allo scopo di ampliare il proprio database, e in cui andare a pescare al bisogno, accorciando notevolmente l’iter di selezione.

Sveltimento delle procedure, conseguente riduzione dei costi, ampliamento del bacino dei candidati sono le parole d’ordine di questa prima svolta nelle procedure del reclutamento.

 

 

Ma è con l’avvento del web 2.0 che scoppia la vera e propria rivoluzione nel mondo del recruitment, grazie soprattutto alle enormi potenzialità derivanti dai social network che censiscono cifre sbalorditive di utenti in tutti il mondo; molti sono rapidamente rintracciabili e disponibili a ricevere info su opportunità lavorative, molti sono candidati passivi che hanno la possibilità di essere notati dai recruiter; sui canali social si può dialogare, si possono chiedere approfondimenti, avere un contatto diretto (e questo l’aspetto più interessante) col recruiter o potenziale datore di lavoro.

Il target raggiungibile, dal punto di vista del recruiter, si amplia notevolmente, diventando anche molto più eterogeneo e ciò aumenta di molto le possibilità di ricercare figure specializzate o con profili particolarmente interessanti.

Inoltre essere visibili sui web significa anche essere (consapevolmente o meno) soggetti a valutazione, e questo rappresenta indubbiamente un altro vantaggio per il selezionatore, che di certo vorrebbe sapere con chi ha a che fare prima di convocare un candidato; dunque diventa inevitabile essere “valutati” (anche se solo superficialmente) per il proprio profilo pubblico, o i contenuti resi visibili. A prescindere dalle considerazioni personali, non possiamo negare che questo aspetto rappresenta un altro grande vantaggio, sia per il selezionatore che per il candidato, che ha così la possibilità di rendere appetibile il suo profilo, mettendo in evidenza traguardi, competenze, interessi ecc..

Si passa quindi dallo “scambio” protagonista del web 1.0 alla “relazione”, regina indiscussa del web 2.0

Attraverso i social media siamo in grado di costruire una vera e propria rete di relazioni, “diventando amici”, collegandoci o diventando “follower” di persone, organizzazioni e gruppi professionali ritenuti interessanti, creando terreno fertile per la nascita di nuovi rapporti personali o professionali.

Che si tratti di Social generalisti come Facebook o Twitter, o professionali come LinkedIn, difficilmente oggi le aziende rinunciano ad avere un proprio account, canale o pagina, soprattutto anche per una questione di promozione e visibilità, quindi credibilità.

 

 

Dal 2012 Adecco indaga il fenomeno del Social Recruiting attraverso un’indagine che coinvolge candidati, lavoratori e recruiter.

Dagli ultimi trend emerge come l 80% delle ricerche di lavoro viene effettuato on line dai candidati e il 64% delle attività viene svolto on line dai recruiter, utilizzando come canali principalmente bacheche on line di annunci, siti aziendali e social network, in particolare per questi ultimi, con percentuali che superano 40% per i recruiter e il 20% per i candidati

Dalla ricerca emerge anche che LinkedIn è il social più utilizzato per finalità professionali, anche se risulta che i candidati sfruttano molto Facebook per visitare pagine di aziende, e soprattutto i profili dei potenziali datori di lavoro.

Altro dato interessante è la tendenza in rialzo delle aziende ad utilizzare sempre più questo potente strumento di ricerca: metà dei recruiter intervistati hanno dichiarato di utilizzare strumenti di social recruiting a pagamento.

Restare in contatto tramite social network significa operativamente mantenere viva una relazione, ad esempio inviando un messaggio di ringraziamento per il tempo dedicato al recruiter col quale si è appena svolto un colloquio conoscitivo, condividere idee, interessi per progetti o eventuali future collaborazioni, chiedere informazioni, consigli sullo sviluppo della propria carriera, commentare i contenuti dei post ritenuti interessanti, dare risalto alle proprie competenze e capacità, anche attraverso l’utilizzo di blog, o canali video come Youtube.

La relazione si svolge e si mantiene in rete, come se la rete stessa fosse una piazza dove ci si incontra in pausa pranzo.

 

Edy Valentino

 

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